Google lascia Pechino per Hong-Kong e aggira la censura cinese
Google ha spostato le sue operazioni a Hong Kong annunciando che smetterà di censurare i risultati delle ricerche su Internet in Cina. Dopo mesi di scontri, Google chiude così le sue operazioni sul continente ma mantiene altre attività in Cina nel tentativo di mantenere le sue posizioni contro la censura senza abbandonare del tutto un mercato in esplosione come quello cinese. La società americana, infatti, vuole mantenere un piede tecnologico nella Cina continentale e continuare a vendere inserzioni pubblicitarie sui motori di ricerca.
Gli utenti di google.cn, però, da oggi vengono reindirizzati verso il servizio in cinese di Google basato a Hong Kong dove si può leggere “Benvenuti a Google Search nella nuova casa della Cina”, Google.com.hk.
Il compromesso pone fine a un contenzioso di due mesi e mezzo tra il colosso di Mountainview e il paese più popoloso del mondo, nato dopo un potente attacco di hacker partito dalla Cina contro i siti di Google e di altre 20 società Internet americane.
Google aveva sperato di poter negoziare con il partito comunista cinese, che però non è mai parso aperto a concedere nulla sulla questione. “Dal punto di vista del governo cinese, la censura è una questione non negoziabile”, spiega Nicholas Bequelin di Human Rights Watch.
Pechino ha fattro sapere di considerare la decisione di Google “una questione esclusivamente commerciale” ed ha confermato che la Cina continuerà a gestire gli accessi e l’uso di internet in conformità con la legge in vigore nel paese.
http://www.hrw.org/
http://www.isfreedom.org/dossierCina.htm
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