L’Italia oscura di nuovo The Pirate Bay
Dopo l’annullamento del dissequestro di The Pirate Bay da parte della Corte di Cassazione, era solo questione di tempo prima che si arrivasse a un nuovo oscuramento dell’ex tracker BitTorrent.La Cassazione aveva stabilito che è possibile costringere i provider a bloccare i siti che ospitano o forniscono link a materiale illegali, anche se stranieri; seguendo queste stessa linea di ragionamento il tribunale di Bergamo ha imposto il blocco della Baia.
Gli avvocati di The Pirate Bay – Giovanni Battista Gallus, Giuseppe Campanelli e Francesco Micozzi – stanno valutando se rivolgersi alla Cassazione o alla Corte di Giustizia Europea ma, nel frattempo, l’oscuramento ha avuto inizio: al momento in cui scriviamo il sito è ancora per lo più raggiungibile, ma presto i provider ne bloccheranno l’accesso.
Per i pirati italiani, probabilmente cambierà poco: invece che rivolgersi alla Baia – magari in attesa di un nuovo dissequestro – visiteranno altri siti o troveranno il modo di aggirare il blocco.
In linea di principio, invece, la questione è più seria: The Pirate Bay non fornisce direttamente i contenuti, ma solo i link; è questa una linea di difesa nota, che paragona il tracker ai motori di ricerca, facendone sostanzialmente un intermediario.
Se passa il principio per cui gli intermediari sono responsabili, qualunque servizio – da Google a YouTube, per fare solo due esempi – è potenzialmente in pericolo
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